Nuove tecniche di implantologia dentale

Nuove tecniche di implantologia dentale. Vi sveliamo tutte le novità in quest'ambito. Scopri di più leggendo il nostro articolo!

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Implantologia: nuove tecniche

La continua ricerca del mercato per proporre nuovi materiali e nuove tecnologie deve andare di pari passo con la voglia da parte del professionista di aggiornarsi, non solo per imparare nuove tecniche ma soprattutto per dotarsi degli elementi di valutazione delle nuove tecnologie. Non tutto ciò che è nuovo è innovativo!

In linea di massima in ogni branca dell’odontoiatria vengono continuamente proposti nuovi materiali e nuove tecniche che devono passare al vaglio dei professionisti per essere considerati effettivamente migliorativi. Possiamo affermare che negli ultimi anni, fra le tante proposte, alcune hanno dimostrato dì essere di effettiva efficacia per il paziente Fra queste occupa una posizione di rilievo la CHIRURGIA GUIDATA che in alcuni casi si rivela non solo efficace ma indispensabile. Trattasi di una metodica che consente, sulla base della sovrapposizione digitale delle immagini di 3 diversi elementi come la TAC, la ricostruzione virtuale della futura PROTESI e la riproduzione digitale degli IMPIANTI ( per poterne inserire le dimensioni adeguate per quel dato paziente) di ottenere una guida chirurgica in resina (la DIMA CHIRURGICA) che permetterà al chirurgo di inserire gli impianti con estrema precisione (con tolleranze di centesimi di millimetro). Questo consente al chirurgo di sfruttare al massimo l’osso residuo in caso di GRAVI ATROFIE e di evitare lesioni di strutture importanti quali nervi e seni mascellari.

Un altro corposo capitolo sono i riempitivi ossei utilizzati nelle ricostruzioni e le tecniche di innesto adottate per inserirli nel cavo orale. Questi riempitivi possono essere utilizzati singolarmente, in combinazione con l’osso prelevato dal paziente e/o con CONCENTRATO PIASTRINICO ( PRP,PRF, PRGF) prelevato dal sangue del paziente. Quest’ultimo costituisce una tecnica relativamente nuova che ci sta dando risultati incredibili in termini di accorciamento dei tempi di guarigione, riduzione dell’edema e del dolore post-operatorio e non ultima, aumento della velocità di integrazione dell’impianto e della qualità ossea attorno ad esso. Si sa da molti anni, anche se ancora non si conoscono tutti i meccanismi, che le piastrine partecipano attivamente ai processi di guarigione sia intervenendo fisicamente a costituire il tappo piastrinico iniziale (subito dopo la ferita) sia rilasciando mediatori che richiamano cellule riparatrici, altri mediatori e molecole essenziali per i meccanismi riparativi.

Un'altra recente novità (in medicina il concetto di tempo è molto dilatato in quanto è necessario un periodo di studi di laboratorio e poi IN VIVO su cavie, prima di passare i vari stadi che portano all’autorizzazione dell’uso sull’uomo) è l’utilizzo dei DENTI DEL PAZIENTE COME RIEMPITIVO OSSEO. Può sembrare una cosa bizzarra ma c’è un razionale dietro questa tecnica. È stato dimostrato denti estratti, anche anni prima ( denti da latte o del giudizio compresi) e anche conservati senza troppa cura, mantengono inalterate le caratteristiche che da anni la scienza fatica a garantire con i podotti immessi sul commercio. Queste caratteristiche sono l’OSTEOINDUZIONE ( la capacità di stimolare i processi riparativi inducendo la formazione di nuovo osso),l’OSTEOCONDUZIONE ( la capacità di veicolare le molecole che partecipano alla formazione di nuovo osso) e l’OSTEOGENESI ( la capacità del materiale da innesto di promuovere la formazione di nuove cellule ossee. Quindi, alla luce di queste nuove acquisizioni, sarà importante in futuro mantenere i denti estratti, anche quelli da latte, per garantirsi la possibilità di avere un materiale da innesto straordinariamente efficace e soprattutto, assolutamente personalizzato, contenente le informazioni date dal proprio DNA.